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  CRONISTORIA

Foto Contrasto-Corbis
CRONISTORIA

Questa cronistoria vuole proporre alcune tappe importanti raggiunte dai soci, dai volontari e dai collaboratori di questa associazione.

La Lega per l'emancipazione degli handicappati è un'associazione di volontariato, iscritta nel Registro regionale della Regione Lombardia (Decreto n.51463 del 27.1.1994); è stata fondata nel 1979 con la denominazione "Lega nazionale per il diritto al lavoro degli handicappati", in seguito all' adesione all'iniziativa lanciata dalla Direttrice della Rivista "gli Altri" di Genova, Rosanna Benzi, vissuta fino al 1991 nel polmone di acciaio.
Questa iniziativa consisteva nell' impegno di elaborare e proporre al Parlamento una proposta di legge d'iniziativa popolare riguardante la riforma della disciplina del collocamento obbligatorio degli invalidi. Per la proposta elaborata, abbiamo raccolto insieme ad altri gruppi, presenti in tutta Italia, 120.000 firme e l'abbiamo presentata al Parlamento nell'aprile del 1980.

In seguito, nel 1988, abbiamo trasformato la denominazione della nostra associazione con l'attuale Lega per l'emancipazione degli handicappati, in quanto la nostra attività si esprimeva anche rispetto a temi diversi dal diritto al lavoro, cioè assistenza, eliminazione delle barriere architettoniche.

Dal 1979 al 1984

abbiamo seguito l'iter parlamentare della nostra proposta di legge d'iniziativa popolare, organizzando numerosi convegni, invitando i Parlamentari della Commissione Lavoro della Camera e i vertici sindacali.

Nel 1984

Abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica di Milano, il Comune di Milano l'Azienda Trasporti Municipale e la Metropolitana Milanese per l'inaudito divieto del trasporto di persone in carrozzina sulle linee del metrò. Il divieto è stato eliminato ma ancora adesso è difficoltoso usare i mezzi di trasporto.

Nel 1987

Abbiamo presentato una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, insieme a 40 associazioni e gruppi di base, raccogliendo 20.000 firme, questa proposta di legge ha avuto un lungo e travagliato iter.

Nel 1988

Poiché questa proposta rischiava di non aver l'autorizzazione del Commissario di governo, abbiamo ottenuto un enorme aiuto dall'Agenzia Pubblicitaria J.Walter Thompson che ha realizzato per noi gratuitamente uno spot contro le barriere architettoniche con la partecipazione di Pierangelo Bertoli.
Questo spot, non solo ha vinto molti premi, tra i quali il Telegatto nel 1989, ma ha consentito che fosse approvata la nostra proposta di legge succitata e la Legge nazionale n.13 del 9 gennaio 1989, che riprendeva e ampliava alcuni principi della nostra legge regionale e concedeva contributi a coloro che avevano bisogno di rendere accessibili i propri alloggi; purtroppo dobbiamo segnalare che vi sono ancora molti cittadini che non hanno ancora ottenuto i contributi richiesti in base a questa legge.
In tutti i convegni abbiamo sempre evidenziato i costi - benefici dell'abbattimento delle barriere architettoniche non solo per i portatori di handicap ma anche per gli anziani che ormai rappresentano la maggioranza della popolazione, infatti se si confrontano i costi di installazione di un ascensore in una casa di 4 piani e i costi di un ricovero di un anziano in un cronicario si capirebbe che è più vantaggioso rendere accessibile un vecchio caseggiato:
infatti installare un ascensore costa mediamente circa 80/90 milioni mentre il ricovero di un anziano costa 4/5 milioni al mese (rette del Pio Albergo Trivulzio) ma mentre l'ascensore permette all'anziano ancora una sua autonomia, il mantenimento dei rapporti sociali, rallentando così il suo processo d'invecchiamento e riducendo la spesa assistenziale del suo ricovero che invece lo condanna a una morte sociale certa.
L'investimento di un ascensore che rappresenta la spesa di due anni di ricovero in un cronicario è comunque un beneficio non solo per l'anziano ma anche per tutti gli altri abitanti dello stesso caseggiato.
Sempre in questo anno, abbiamo denunciato pubblicamente l'Ente Ferrovie dello Stato che costringeva i portatori di handicap a viaggiare nei bagagliai, in seguito a questa denuncia, che ha avuto enorme rilievo sugli organi d'informazione, le carrozze della seconda classe sono state modificate purtroppo con accorgimenti non idonei a garantire un trasporto comodo per i lunghi percorsi. Comunque i disabili hanno la possibilità di viaggiare con un accompagnatore che non paga il biglietto.

Nel 1991

In seguito a una ricerca svolta presso i rappresentanti sindacali, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, contro il Comune di Milano, Società Municipalizzate e altre aziende private. Il suddetto esposto e' stato firmato oltre che dai rappresentanti della LEGA, anche da cinque portatori di handicap iscritti al collocamento obbligatorio, da vari anni. In questi esposto abbiamo denunciato il mancato rispetto di questi Enti della legge 2.4.1968 n. 482 "disciplina delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette" nei confronti degli invalidi civili.
Il mancato rispetto della legge 482/1968 consiste nel fatto che tutte le aziende pubbliche e private devono avere alle loro dipendenze il 15% delle categorie protette, di cui fanno parte gli invalidi civili.

Nel 1992

Abbiamo collaborato con la Radio televisione della Svizzera Italiana per realizzare un programma sulla realtà italiano relativa all'integrazione sociale dei portatori di handicap, che è andata in onda tutele le Domeniche a iniziare dal novembre 1992. Il conduttore di questo programma è stato il Dott. Gianni Delli Ponti.

Nel 1994

Abbiamo collaborato con l'agenzia pubblicitaria J.W. Thompson per realizzare uno spot per l'inserimento lavorativo mirato dei portatori di handicap e una banca dati per favorire il collocamento mirato dei disabili.

Nel 1995

Abbiamo raccolto i dati di portatori di handicap in attesa di lavoro, inserendoli nella banca dati summenzionata; per la sua pubblicizzazione abbiamo avuto rapporti con numerosi quotidiani e periodici. Abbiamo promosso il collocamento mirato di 12 persone handicappate che si sono iscritte a questa banca dati e che attualmente lavorano proficuamente con soddisfazione loro e dei loro datori di lavoro.

Nel 1997

Abbiamo svolto un'indagine sui C.S.E: di Milano. in seguito alle segnalazioni di disservizi fatte da alcuni genitori di disabili gravi che frequentano il C.S.E di viale Appennini 147 di Milano, abbiamo svolto un'indagine sui C.S.E. di Milano al fine di valutare la qualità dell'assistenza dei disabili: Abbiamo presentato i risultati di questa indagine agli organi d'informazione il 28 febbraio 1997 e successivamente abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica  contro il Comune di Milano, per via delle carenze strutturali e gestionali riscontrate nel corso di questa indagine: Tra le carenze più significative ed emblematiche abbiamo riscontrato:

- Il C.S.E. di via Puglie 33 è collocato in un seminterrato;
- Il C.S.E. di via Colleoni è collocato al primo piano, servito da una rampa di scale stretta, senza strumentazioni antincendio, vie di fuga e ascensore;
- Il C.S.E. di viale Appennini 147 è stato ricavato dalla ristrutturazione di un asilo nido, in cui non erano ancora state sostituite le tazze dei wc utilizzate da bambini di tre anni e i  i servizi igienici accessibili ai disabili non erano presenti.

L'esposto alla Magistratura non ha sortito alcun effetto, perchè il magistrato l'ha archiviato. La campagna stampa, ha invece costretto il Comune di Milano a installare un ascensore nel C.S.E. di via Colleoni.
Abbiamo presentato un progetto alla Regione Lombardia, denominato HANDIMPRESA. Ne abbiamo ottenuto un finanziamento per pubblicizzare con un sito  WEB in INTERNET,   un servizio di promozione dell'inserimento lavorativo mirato alle imprese per l'inserimento lavorativo dei disabili.
Per pubblicizzarlo è stata attuata una campagna sociale a mezzo stampa, per la quale abbiamo potuto contare sulla collaborazione della agenzia pubblicitaria J. W. THOMPSON che ha realizzato una campagna stampa con slogans molto efficaci: "ABBIAMO UNA LISTA DI PROFESSIONISTI MOLTO ABILI SONO DISABILI" e "UN POSTO DI LAVORO SBAGLIATO FA DI UN LAVORATORE UN HANDICAPPATO" - - "UN INSERIMENTO LAVORATIVO MIRATO FA DI OGNI DISABILE UN LAVORATORE".

La locandina è stata pubblicata da numerosi organi d'informazione trai quali OGGI, PANORAMA, MONDO ECONOMICO, ITALIA OGGI, REPUBBLICA, AFFARI E FINANZA  e  SECONDAMANO. Il SOLE 24 ORE ha veicolato gratuitamente 500.000 copie di un'inserto che illustra il servizio nell'edizione del lunedì "3 novembre 1997".

Nel 1999 - 2000

Abbiamo realizzato un'indagine sulla percezione dell'Handicap da parte dei Sindaci Lombardi con la collaborazione della Lega per le Autonomie Locali e del Profesor Ravaccia "docente di psicologia" del lavoro della Facoltà di Medicina dell'Università Statale di Milano.
Questa indagine è stata finanziata dalla Regione Lombardia. Per lo scopo è stato elaborato un questionario dal Dott. Portalupi, che è stato sottoposto ai 1546 Sindaci Lombardi.
Hanno risposto 420 Sindaci. L'indagine si poneva l'obiettivo di verificare se i sindaci fossero a conoscenza dell'Handicap per esperienza diretta, perchè a contatto con dipendenti disabili o perchè interessati a sviluppare servizi sociali. Successivamente è stato realizzato un corso di formazione per i responsabili degli uffici del personale dei Comuni per approfondire le norme della legge 68/99.

Dal 2000 a oggi

Area Orientamento Lavoro

Al fine di svolgere un servizio a tutto campo nell'area dell'orientamento al lavoro abbiamo ristrutturato il sito web di HANDIMPRESA per trasformarlo in un portale con un servizio automatizzato che permette all'utente di inserire e aggiornare i dati che immette. In questo modo i disabili possono aggiornare i loro curriculum vitae, le aziende possono inserire nuove proposte di lavoro, gli enti di formazione professionale possono pubblicizzare rinnovare il calendario dei corsi e infine le cooperative sociali possono presentare le loro attività produttive e di servizio.
Infatti, i nostri utenti non sono solo i disabili e le aziende ma anche le cooperative sociali e gli enti di formazione professionale. Per questo intendiamo attivare protocolli d'intesa con queste organizzazioni per consentire loro di essere visibili e contattabili da tutti gli altri utenti del nostro servizio.
In particolare, intendiamo favorire il contatto tra aziende che offrono commesse di lavoro e le cooperative sociali disponibili al loro affidamento; in questo modo daremo il nostro contributo per realizzare quanto prescrive l'art. 12 della Legge 68/1999 e soprattutto individueremo occasioni di impiego per disabili con deficit medio gravi che rischiano di rimanere ai margini del mondo del lavoro e di non essere nemmeno presi in carico da servizi assistenziali che assistono solo utenti con disabilità gravi.

A questo proposito possiamo già contare su una convenzione con il Centro Itard, (Associazione senza scopo di lucro nata nel 1987 per favorire la ricerca, la formazione e lo sviluppo) che ci impegna a pubblicizzare i corsi di formazione rivolti ai disabili, svolti da questo Centro.

AREA Consulenza - Servizio "L'amica Di Famiglia", Consulente Tutor Per Famiglie e Badanti.

Abbiamo realizzato un servizio per le assistenti famigliari (badanti) e le famiglie, perché dal nostro centro d'ascolto abbiamo rilevato numerose lagnanze riguardo l'inadeguatezza delle badanti extra comunitarie a fornire un'assistenza di qualità. Molto spesso si tratta di difficoltà a comprendere i nostri usi e costumi e a volte indisponibilità a riconoscere i diritti sindacali. Abbiamo pensato di denominare questo progetto "L'amica di famiglia".
Una famiglia, oberata già dagli impegni di lavoro e preoccupata per il parente fragile deve anche accollarsi la formazione della badante extracomunitaria per insegnarle l'italiano? o elementi di base di pronto soccorso? il nostro modo di cucinare? Oppure si può cercare un aiuto per tutto questo?
Tutti questi interrogativi ci hanno fatto riflettere sull'esigenza di fornire un supporto alle badanti che a noi piace invece definire assistenti familiari e alle famiglie stesse che le aiuti a costruire insieme un progetto di assistenza e di cura di qualità, in un clima sereno e amichevole. Un progetto che indichi soluzioni idonee al bisogno assistenziale.
Per questo abbiamo scelto come titolo del progetto, L'amica di famiglia, infatti ci interessa fornire un aiuto, affinché la badante sia percepita proprio come un'amica della famiglia.
"L'amica di famiglia" è anche la figura di tutor o consigliere che dà indicazioni e informazioni utili alle famiglie e alle badanti.
Per la realizzazione di questo servizio ci avvaliamo dell'esperienza già acquisita con il nostro servizio di SPORTELLO DISABILI operativo per i Comuni di ASSAGO, BUCCINASCO, CORSICO, CESANO BOSCONE, CUSAGO E TREZZANO SUL NAVIGLIO che a sua volta fornisce consulenza e informazioni ai disabili e alle loro famiglie sulle agevolazioni previste dalla legislazione vigente.